Notizie

Gonnesa, al via la pulizia delle spiagge


Oggi, 18:00
meteo E-NE
15°C 64Km/h
Domani, 00:00
meteo E-NE
14°C 65Km/h
Domani, 06:00
meteo E
15°C 59Km/h
Domani, 12:00
meteo E
21°C 41Km/h
Domani, 18:00
meteo E-SE
15°C 17Km/h
meteo E-NE
15°C 64Km/h
meteo E-NE
15°C 32Km/h
meteo E
16°C 47Km/h
meteo E
15°C 45Km/h
meteo E-SE
15°C 74Km/h
meteo E-SE
15°C 62Km/h
meteo E-SE
15°C 66Km/h
meteo E
14°C 75Km/h
meteo E
14°C 75Km/h
meteo E-SE
14°C 59Km/h


Paese

Dati Generali
Il paese di Gonnesa
Gonnesa è un Comune della nuova provincia di Carbonia- Iglesias. È situato in una gola, Gutturu Carboni, a 42 metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Uda. Conta 5169 abitanti. Fa parte della XIX Comunità Montana “Sulcis Iglesiente?. Dista 65 km da Cagliari. Gonnesa, popolata fin dal 1000, sorse come centro di aggregati rurali. Il nome, che appare citato nei documenti anche come Connesa o Conesa, significherebbe monte, altura.
Il territorio di Gonnesa
Altitudine: 0/478 m
Superficie: 47,45 Kmq
Popolazione: 5169
Maschi: 2564 - Femmine: 2605
Numero di famiglie: 1792
Densità di abitanti: 108,94 per Kmq
Farmacia: via Costituzione, 3 - tel. 0781 45016
Guardia medica: via Giordano Bruno, 12 - tel. 0781 45105
Polizia municipale: via Don Morosini, 1 - tel. 0781 4680326
Carabinieri: corso Matteotti, 218 - tel. 0781 45022

FotoGallery



Storia

CONESA [Gonnesa], villaggio della Sardegna nel distretto d’Iglesias, della provincia Sulcitana. Contenevasi nel Sigerro, dipartimento dell’antico giudicato Caralense.

Per pestilenze e altre sciagure questo, come presso che tutti gli altri luoghi del sunnominato dipartimento e del limitrofo, rimase deserto sino al 1774, quando (addì 14 maggio) D. Gavino Asquer visconte di Flumini vi costituiva una colonia. Trovasi essa a distanza da Iglesias d’un’ora e un terzo; e sorge in quest’intervallo il monte di s. Giovanni nobile per la bellissima grotta d’una medesima denominazione. Gli ecclesiensi, così come fecero altri popoli sulle terre delle vicine popolazioni, che si estinsero del tutto quelle che gli antichi conesini eransi appropriate, e per se le ritenere, avrian voluto impedire lo ristabilimento di questa; ma non ostante questo malanimo fu restaurata e dotata d’un sufficiente territorio, che certo non perderà quando vengasi alla final decisione del litigio.

Comechè al luogo dove giace paja dover essere un’aria salutare, ella tuttavia è riconosciuta malsana. E causa della infezione sono detti essere i miasmi svolgentisi dell’alveo del prossimo ruscello che siede in frequenti concavi, e non lungi dal mare ristagna in una palude. Il clima è caldo; le pioggie non sono scarse, e i venti vi influiscono da molte parti.

Vedrai un bel villaggio. Le strade regolari in loro dirittura, e parallelissimo con una convenevol larghezza; le case di non mal aspetto, e in ciascuna un cortile.

Nell’anno 1826 convivevano in esse anime 580; nel 1835 sommavano a 615 in 184 famiglie, ed eransi celebrati matrimonii 16, nati 32, morti 16; dei quali numeri fu rispettivamente poco più o meno negli anni prossimamente anteceduti. L’ordinario corso della vita potrebbesi fissare al dodicesimo lustro; se non che si ammira in alcuni più pertinace vitalità, ed in anni nestorii una gagliarda virtù di mente e di membra. Le malattie dominanti sono febbri catarrali, periodiche e perniciose ecc.

Insistono i più all’agricoltura e pastorizia, pochissimi ad alcune arti meccaniche; le donne alla tessitura delle lane e del lino in telai circa a 150.

Nulla istruzione elementare vi si dà ai piccoli, e la mancanza è sentita da nessuno. Di tanto ancora sono addietro.

Soggiaciono i conesini alla giurisdizione del Vescovo sulcitano. La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Andrea apostolo: si riconosce di molte antichità: comechè non ha guari sia stata restaurata ed ampliata. Il cimitero annesso alla medesima è mal situato perchè nella linea del maestrale e spesso invenirai che pare tutt’altro che un gentil orezzo.

La cura delle anime è commessa ad un sacerdote che dicono provicario. Le principali feste sono per s. Andrea, per la Vergine del SS. Rosario, e per le ss. Greca ed Elena. I pubblici sollazzi non sono usati che in dette feste e al carnovale, quando solamente s’intrecciano le carole sulla piazza all’armonia delle canne (il launeddas).

Il territorio assegnato a questo comune stendesi non poco. È lodata la sua feracità; però, come accade di altre parti e molte della Sardegna, condannasi la rozzezza nell’arte dei coltivatori, i quali mal conoscendosi della diversa indole, per le diverse condizioni del suolo e della esposizione, in diversi tratti non se le adottando veramente la violentano. Due sono le sue precipue sorte; questo è argilloso, cretaceo, e naturalmente grasso; quello sabbioso, sciolto, fresco, con terriccio nero negli strati inferiori; l’uno e l’altro però generano facilmente le cose accomodate a loro natura; venendo con tanta felicità nel primo le semenze del grano e orzo, che la fruttificazione è spesso al ventuplo; e ben producendo quelle del lino, dei ceci, delle fave; nell’altro le viti, onde non si ottiene men di 15 mila quartieri. Gli è vero che questi vini in bontà e durata sono sotto quelli di Iglesias, e di s. Antioco; ma forse è più per difetto di manipolazione, che per altro. Fannosi pregievoli uve passe, e distillasi un po’ di acquavite.

Gli alberi fruttiferi sono di non molto numero di individui nelle specie della ficaja, del mandorlo, del ciliegio e dell’olivo. Gli orti vicini sono 67, ed è vedutavi la prospera vegetazione delle piante oletacee, de’ poponi, cocomeri, ecc. Il granone lussureggia lietissimo. I fichi d’India sono in tutte parti ad assiepare i predi, e i poveri ne mangiano con tanta avidità, che succedono dolori e gravi malattie.

Il bestiame era (an. 1836) nelle seguenti specie, e numeroso: vacche rudi 284, buoi 200, cavalli 35, cavalle 16, giumenti 82, porci 48, pecore 1000, capre 1600.

Nella circoscrizione di Conesa non sono montagne ghiandifere; non pertanto se la specie porcina fosse numerosa, potrebbesi impinguare nelle propinque di Flumini-maggiori appartenenti allo stesso Barone.

Delle specie che ricercano i cacciatori le più copiose sono cinghiali e lepri. I daini occorrono rari; più rari i cervi; molto frequenti le pernici, beccaccie, storne, tortore, piche, anitre, i colombi, tordi, merli, ecc.

Mentre nella parte piana di questo territorio non sono alcune scavazioni nè antiche, nè recenti di minerali, le montagne han ricco il seno di metalli, tra le quali quella che appellano da s. Giovanni, e l’altre che sono più prossime a Iglesias, onde estraesi molto piombo, con alquante particelle d’argento, che sono nella ragione di circa 1/1500 a 1/2000.

Metalla, di cui è menzione in uno degli itinerari d’Antonino per la Sardegna secondo il lido occidentale; e notansi gli intervalli a Neapoli di M. P. XXX, e a Sulci di altro e tanto, era una città, e dove? forse era una popolazione; e può pure stimarsi fosse un semplice stabilimento. Ma non accennerai il punto di Cluverio che sospetto fosse Villaiglesias; piuttosto tenendo conto delle sunnotate distanze indichereilo superiormente a Conesa non molto lungi dal porto Paglia.

Trovansi delle argille per mattoni e tevoli, e delle terre per le opere dei vasai.

Vendono i conesini parte de’ loro cereali, e capi vivi; ma non si sa quanto posson ritrarre, che certamente però non saranno molte migliaja.

Provvedonsi a bere da cinque pubbliche fonti, due fra le abitazioni, l’altre in vicinanza. Pessima è lor acqua, pesante, salmastra e di altro non grato sapore. Scorre non lungi, come si è accennato, il ruscello ricco di anguille quanto grate al palato, tanto gravi allo stomaco. Nel basso fondo della Masa, sul littorale di porto Paglia dove esso cade e impaluda, alimenta pure dei muggini. Presso alla Tonnara del detto porto è una torre comechè non intera. Ma non ostante che lo scolo fosse indifeso, e la popolazione distante dal lido non più di 25 minuti, i conesini non patirono danno dai barbareschi.

Un solo norache vedesi sorgere sopra l’eminenza dessa Teraccu; intorno sonovi ammucchiate le rovine di alcuni membri dell’opera.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Gonnesa
20-25 maggio: Maggio 1906 – Si ricordano i moti del 1906, quando Gonnesa fu teatro di una rivolta popolare nata per rivendicare maggiore dignità di lavoro per i minatori. La repressione fu dura e si concluse con 3 morti, 17 feriti e 270 arresti.
25 maggio: Festa della Madonna di Tratalias – La Madonna di Monserrato, dalla sua sede di Iglesias viene portata in pellegrinaggio a Tratalias (paese di provenienza della Madonna), dove rimane per 5 giorni. In seguito riprende il viaggio e giunge a Gonnesa, dove resterà una notte.
luglio-agosto: Estate gonnesina – spettacoli musicali e culturali, sagra della pecora arrosto e in cappotto,sagra del raviolo, sagra della salsiccia
agosto: Sagra del pane – Degustazione del pane tradizionale
agosto: Gonnesa corre – gara internazionale di corsa su strada
1° domenica di settembre: Festa di S. Isidoro – Si festeggia nella frazione di Nuraxi Figus, con riti religiosi e festa civile
30 novembre: Festa di S. Andrea – Festa del santo patrono di Gonnesa, riti religiosi e festa civile.